Interazionismo

Si definisce Psicoterapia Interazionista l’insieme dei metodi, delle strategie e degli strumenti, coerenti al modello (teoria della mente e dell’agire umano), atti a modificare: i processi generativi di problematiche personali, interpersonali e sociali, ovvero i modi di essere e agire disfunzionali, rispetto a se stessi, agli altri e al mondo, considerando i correlati contesti culturali, sociali e neuropsicologici.

Non posso che prendere in prestito le parole di Alessandro Salvini, padre dell’interazionismo in Italia, e direttore scientifico della scuola di psicoterapia interattivo-cognitiva che definisce l’interazionismo:

 “un insieme, omogeneo e coerente, di conoscenze, di metodi e di pratiche operative, tra cui la psicoterapia, che postula la rilevanza dell’influenzamento reciproco tra sistemi interagenti, siano essi configurabili come azioni, linguaggi, cognizioni, ruoli/regole, significati, sentimenti, stati mentali, entità extra-corticali e altro. Sistemi preordinati e costrutti intersoggettivi, socialmente e culturalmente situati, che concorrono a creare le realtà agite, interpretate e vissute dalle persone. Il modello interazionista ha come riferimento epistemico e prassi operativa un approccio ‘pragmatista’, quindi non positivista, non normativo, libero da istanze psichiatriche, privo di intenti pedagogico-correzionali, che riconosce all’alterità lo status di ‘diversità’ e non di malattia o di errore”  (A. Salvini, 2017, in una lettera agli studenti).

Per capire meglio… 

Ognuno di noi è tante cose

Un giorno sono andata a fare la spesa, avevo con me il mio secondo figlio (di allora due anni)  e il terzo (di allora due mesi), uno per mano e l’altro legato con la fascia sul davanti.

Mi avvicino al deposito dei carrelli e con grande tristezza noto di essere sprovvista di quel “un euro” che mi avrebbe permesso di prenderne uno; avevo una moneta da due e decido di attendere qualcuno lì per chiedere di poterli scambiare.

Nel frattempo si avvicina Maria, la ragazza romena che tutti i giorni si siede davanti all’ingresso della coop e ben voluta da tutti (o quasi) elargisce chiacchiere incomprensibili in cambio di “qualcosa, quello che vuoi”. Ormai ci conosciamo e siccome non aveva ancora visto Benedetto mi sommerge di allegrezza e benedizioni. Io ancora in attesa con il bimbo in una mano e i due euro da scambiare nell’altra, vedo avvicinarsi una signora con il suo carrello pieno, cerco di intercettarla con lo sguardo ma percepisco subito un’ostilità, mi passa di fianco e nemmeno mi guarda, apposta si capisce!

Allora mi rendo conto del contesto: ero una mendicante, magari pure ladruncola, che era meglio non mettesse al mondo cotanta sciagurata prole. Divertita me la godo ancora un po’ a vedere la stessa situazione generarsi e ripetersi con altri. Ho cominciato a sentire lontana la voce di Maria e a riflettere sulla meraviglia che segue:

quel giorno due donne sarebbero tornate a casa a raccontare, l’una di essersi imbattuta nella nuova rom che sta alla coop, l’altra di essersi imbattuta nella signora più spiacevole (qualcuno direbbe stronza) di tutti i tempi. Come uno “sliding doors” dove le porte sono le attribuzioni di significato e gli schemi di tipizzazione. E chi delle due donne allora starà dicendo la Verità?! Entrambe negli effetti reali (veri) che le diverse versioni dei fatti (realtà) produrranno: la signora non andrà più alla coop ad esempio e io d’altra parte, che ci penserò 10 volte ad uscire di casa senza un euro la prossima volta!

Assurdità vuole che mentre capitava questo, Maria interrompe la sua valanga di racconti su la sua visita all’ospedale e suo figlio e sua madre e “che bellino che bellino il bimbino”… mi guarda e mi dice “vuoi…te li cambio io bella!” (lettori lascio a voi teatralizzare la frase con il giusto accento, se no non merita d’essere letta).

E questa è la storia di come ho potuto prendere un carrello!

Nulla è dato per scontato. Ogni enunciato appartiene ad una voce ogni voce a un corpo e ogni corpo ad una storia!

Leggi i miei articoli sul Blog dell’Istituto di psicoterapia interazionista:

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